
I deputati europei, nella risoluzione approvata in seduta plenaria, chiedono regole chiare e semplici sugli appalti pubblici, per permettere alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente alle gare d’appalto. In particolare si propone che l’appalto sia assegnato non solo all’offerta più bassa, ma anche a quella più innovativa o con un miglior impatto ambientale. Visto che gli appalti pubblici rappresentano circa il 17% del PIL dell’UE, è importante in questo periodo di crisi utilizzare i fondi pubblici nel modo più efficace per rilanciare l’economia. Per semplificare le procedure di assegnazione di un appalto l’Europarlamento propone:
- Creazione di un passaporto elettronico che certifichi rapidamente il rispetto, da parte dell’impresa in gara, delle regole comunitarie in materia e per semplificare ulteriormente l’iter amministrativo, l’autocertificazione sul possesso dei requisiti per partecipare all’appalto.
- Possibilità di suddividere in lotti gli appalti; questo dovrebbe garantire alle piccole e medie imprese migliori possibilità di partecipazione alle gare.
- Allargare i criteri di selezione e ammettere sistematicamente offerte alternative che, secondo il Parlamento, permetterebbero alle imprese in gara di proporre nuove soluzioni e fare degli appalti un motore d’innovazione, secondo gli obiettivi della strategia UE2020.
Il Parlamento europeo ha deciso di esprimersi in questa direzione perché le piccole imprese ottengono una percentuale di contratti pubblici bassa (circa il 31/38%) rispetto al loro peso nell’economia europea (che è stimato intorno al 52%). Il motivo principale dell’attuale bassa percentuale di aggiudicazione, secondo il Parlamento, sono le procedure di accesso agli appalti, oggi troppo complicate e costose.